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Pitesti1

  Pitesti- presentazione generale, ,saggi, articoli,video-musica.

 

 
 
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Curtea de Arges.
 
 
Pitesti.
Il parco dei Bratieni-Villa da Florica.

(STEFANESTI, ARGES)
La Villa Florica- Centrol Culturale "Brătianu" .
 
Balea Lago-Romania
 
Pitesti
 
 
Fabbrica Automobili Dacia-Renault
Mioveni-Pitesti
Dacia 1100
Dacia 1300-1310
Dacia Logan
Dacia Hamster
Dacia Duster
 
 
Il municipio di Pitesti è il capoluogo della provincia di Arges, importante centro economico, sociale- culturale ed amvo e un punto di incroccio di vari itinerari turistici nazionali che portano verso alcune delle zone più attraenti della Romania. La città è collocata sul corso medio del fiume Arges, all' incroccio con il fiume Doamnei, lì dove questo esce dalla zona collinare ed entra in pianura, svolgendosi in amfiteatro, su più terrazze. Anche se ha un aspetto moderno, il primo documento scritto che l' attesti come località stabile, esiste dal 20 maggio 1388, dal tempo del voivoda Mircea cel Batran. L' epoca moderna e quella contemporanea hanno creato le condizioni per lo sviluppo della città connessa al ritmo dell' intero Paese. Questa è stata interamente riorganizzata e ricostruita, collocandosi le zone industriali alla periferia, i nuovi quartieri moderni verso le tre porte della città e la zona amministrativa e culturale nel centro.
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Gli spazi verdi e di divertimento sono un posto di permanente attrazione per i circa 200.000 di abitanti, i quali s' incontrano nel Parco naturale “Trivale”, nel Parco “Strand” e negli altri numerosi parchi e zone pittoresche della città e dei suoi dintorni, alcune stendendosi lungo i laghi artificiali del fiume Arges, sul quale è costruita una grande idrocentrale. Dalla terrazza superiore, si apre un bel panorama della città e del suo moderno centro, dominato dalla Piazza “Vasile Milea” e del canaletto che serpeggia tra i viali pieni di fiori ed intorno alle fontane artesiane. Importante centro industriale, culturale ed universitario, Pitesti è una porta aperta verso il mondo, essendo gemellato con più località di vari paesi, tra le quali anche Caserta d' Italia. La città è animata, nella buona stagione, dalle numerose manifestazioni sviluppatesi all' aperto, nell'esplosione degli artifici e della gioia dei giovani.
 
 
 
"Zece pentru România" „Dieci per la Romania”.
Città di cui siamo fieri-PITESTI
Da poco, nell’elegate sala dell’Ateneo Romeno di Bucarest, si è svolta la quinta edizione, 2009, della Galla „Dieci per la Romania”, organizzata dalla „Realitatea TV”.
In occasione di questo evento speciale, sono stati concessi dei premi ai migliori attori, interpreti vocali e strumentali, sportivi, giornalisti, uomini d’affari, politici, ai brands romeni, ma anche agli migliori licei e città.
 
Il progetto „Dieci per la Romania” si è proposto di fare più conosciuti e più apprezzati i veri valori  del Paese, in quei campi d’attività che contribuiscono alla formazione e allo sviluppo moderno della Romania, premisa per il loro migliore riconoscimento internazionale.
I vincitori sono stati nominati in seguito alle ricerche svoltesi dagli istituti CSOP, CURS, IMAS si INSOMAR.
Le città con il più alto tenore di vita del Paese sono:
1. Cluj- Napoca & Costanza.2. Brasov3. Timisoara4. Arad5. Bacău
6. Piteşti 7. Sibiu & Iassi8. Baia Mare & Satu Mare9. Târgovişte

10. Reşita & Ploieşti
La città di Pitesti  trovatosi sul sesto nella Top, non è solo una  delle più moderne, con un rapido sviluppo in piano urbanistico, ma anche una delle più vecchie località della Romania, quasi interamente demolita durante il regime dittatoriale.E’ riuscita a imporrsi tra le migliaia di località del Paese anche grazie alla sua dinamica attività internazzionale, concretizzatasi specialmente nei numerosi gemellaggi con localitù di tutto il mondo.
Così, nel 1972 si è firmato un Accordo di gemellaggio con la città italiana di Caserta, rinnovato nel 2000.
Sempre nel 2000 si sono  fatti anche i gemellaggii tra la nostra città e la città americana di Springfield, stato Ohio, e quello trilaterale Kragujevac-Springfield-Piteşti.
În anul 2006,  è stato approvato l’Accordo di Cooperazione con le province  Cabinda e  Zaire della Reppublica Angola. E si è firmato l’Accordo di gemellaggio con la città di Multinlupa - Republica Filipine .
Nell’estate del 2007, a Bydgoszcz, in Polonia, è stato firmato l’accordo di cooperazione  tra Pitesti e Piteşti şi Bydgoszcz.
Tramite l’Organizzazione della Casa dell’Europa Salonic, Pitesti sta collaborando ugualmente con organizzazioni e città della Grecia. (informazioni dai siti:
www.pitestiromania.ro-www.primariapitesti.ro)
Marilena Rodica Chireţu-23.12.2009.
 
La Sinfonia dei Tulipani

La „Sinfonia dei Tulipani” è la mostra internazionale dei fiori che si svolge ogni anno a Pitesti, così che la città ha acquistato il benmeritato soprannome di „ Città dei Tulipani”.
Dal 1978 fin oggi, Pitesti ospita questo evento unico in Romania che attira ogni anno circa 100.000 visitatori , i quali hanno l’opportunità  di ammirare numerosissime specie di fiori e varie piante ornamentali  all’interno dell’edificio della „Casa del Libro”, essendo presente più di 100 ditte che commercializzano fiori, piante e diversi prodotti per la cura delle piante, per giardini e per il giardinaggio.
Per festeggiare questo evento, alla fine del mese di ottobre 2009, L’Amministrazione Pubblica ha piantato, in tutta la città, 120.000 di bulbi di tulipani, che  accoglieranno nel più bel modo la primavera e i suoi ospiti.
Ogni anno, la maestria dei artisti orticoli, materializzata in sistemazioni floreali tematici, la dimostrazione dei bambini che realizzano „La Parata dei Fiori” e lo spettacolo sostenuto dai più famosi interpreti, riuniscono migliaia di visitatori di tutto il Paese
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http://www.simfonialalelelor-pitesti.ro/
Pitesti-da Luigi Mayer, 1793
Orasul Campulung -Muscel-Arges
 
Una lacrima del tempo, della storia , dell’arte
di Marilena Rodica Chiretu
La Cattedrale di Curtea de Arges- storia e leggenda
La Cattedrale Curtea de Argeş si erge sulla remota terra di uno dei Paesi Romeni medievali, la Valacchia, che ospita e ha visto crescendo ugualmente, la città di Bucur, il pastore che aveva fondato, secondo la leggenda, anche la capitale di oggi della Romania, la città di Bucarest.

Sul filo del pensiero e del fiume che bagna la leggendaria contrada di Arges, ritorno nei remoti tempi, quando al Sud del Paese di oggi, le dolci colline, i maestosi monti, i fitti boschi e i ricchi frutteti si distendevano, generosamente, tra le braccia dei fiumi che attraversano questa terra della storia e del mistero.

Gli occhi verdastri dei numerosi laghi collinari o delle pianure, intrecciati con gli sguardi azzurri dei laghi montuosi, sembrano cercare ancora delle risposte ai misteri che avvolgono la terra di Dracula e di altri grandi viovodi romeni. Tra questi, Michele il Bravo, quello che, nel 1600, riuscì, anche se per breve tempo, a unire i tre grandi paesi romeni, realizzando così, la prima loro unione. Secondo i documenti del tempo (dal 6 luglio 1600) Michele il Bravo diventò il primo "Principe della Valacchia , della Transilvania e di tutta la Moldavia".

La tradizione e le fonti storiche dicono che in questa contrada arrivò, dai piè dei monti, dal Paese di Fagaras, uno dei primi voivodi valacchi che decise di far costruire, nel mirifico paesaggio, un edificio come altro non c’ era da nessuna parte. Il suo nome è rimasto avvolto nell’oscurità dei tempi ed è per questo che viene conosciuto nella storia come Negru Voda, cioè, il Nero Voivoda.

Un giorno, Negru Voda, insieme ad un architetto e il mastro Manole accompagnato dai suoi nove bravi lavoratori, andarono in giro lungo il filo del fiume Arges per cercare il migliore posto dove poter alzare un monastero. Ad un certo momento, si fermarono in un luogo di una selvaggia e strana bellezza, dove si vedevano le rovine di una costruzione mai compiuta. Curioso, il voivoda domandò a un pastore perché era stato abbandonato quell’edificio. Questo gli rispose che da quelle parti giravano dei cattivi spiriti, la terra era maledetta e nulla si poteva costruire fino alla fine. Negru Voda però, si dimostrò piuttosto divertito da quella storia e decise che quello sarebbe stato il posto dove alzare il suo monastero senza pari.

Consapevole delle sue doti artistiche e della bravura dei suoi lavoratori, il Mastro Manole decise di compiere il sogno e il desiderio del suo Voivoda.
Presto però, ebbe la triste sorpresa di vedere che, davvero, nulla si poteva ergere su quella terra. Tutto ciò che si costruiva di giorno, crollava di notte, come in una strana fiaba.

Tormentato dai pensieri, Manole ebbe una rivelazione onirica che subito la fece sapere ai suoi lavoratori. Il monastero si poteva alzare solo se fosse stata sacrificata, tra le sue mura, la prima donna, moglie o sorella, che il giorno seguente portava il pranzo, al marito o al fratello. “I nove grandi maestri con Manole dieci” accettarolo l’idea del sacrificio supremo dal grande desiderio di accontentare l’ambizioso voivoda, ma anche dalla covinzione che nessuna opera artistica valorosa si pototeva realizzare senza un grande sacrificio.

Il giorno dopo, arrampicati sull’impalcatura, sull’ora del pranzo, tutti aspettavano col fiato grosso a vedere chi sarebbe stata la prima donna ad arrivare.
Ad un certo momento, da lontano apparse la siluette della donna che portava da mangiare e Manole riconobbe sempre meglio sua moglie che era anche incinta. Addolorato, supplicò il cielo di scatenare una tempesta per farla fermare e ritornare a casa. Il vento cominciò ad agitare le nuvole, a piegare gli alberi, chiamando la pioggia. La devota Anna però, la moglie di Manole, senza sospettare ciò che l’ aspettava, non abbandonò il cammino, consapevole del suo impegno, quello di portare al marito da mangiare.

Arrivò il doloroso momento in cui i dieci maestri cominciarono di nuovo ad alzare lo strano edificio, seppelendo tra i muri il corpo fragile di Anna. Con le lacrime negli occhi e un immenso dolore nell’ animo, Manole vedeva e sentiva come sua moglie si spegneva tra la freddezza delle pietre e dei mattoni. La sua voce debole, sempre più spenta, che lo implorava a non farla soffrire, si spense del tutto.

La notte si era distesa il velo nero sulle anime dei dieci maestri e all’ alba la giornata annunciava un sole brillante. Un sole addolorato pure lui, anche se il monastrero era questa volta in piedi, ergendosi fiero nella sua assoluta bellezza.

Felice, Negru Voda si dimosrtò subito affascinato dalla bellezza del monastero, ma fu trafitto da un nero pensiero, generato dalla sua sconfinata ambizione. Decise in sè, che i dieci maestri dovevano morire pure loro, perché non costruissero mai nessun altro monastero come il suo. Detto e fatto; mentre i lavoratori si trovavano ancora sull’impalcatura, Negru Voda ordinò di toglierla. Rimasto sul tetto, Manole provò a salvarsi, come Icaro, costruendo delle ali con della legna rimaste lassù. Non ci riuscì e il suo volo si franse, cadendo in terra.

La leggenda dice che, addolorata, la terra fece spuntare una lacrima, un filo d'acqua che oggi è la Fontana di Manole. Qui si fermano affascinati tutti i viaggiatori, ammirati dallo splendore della Cattedrale valacca, le sue dorate torri sinuose e la grandezza delle pietre che conservano ancora la freddezza ed il dolore del sacrificio supremo, quello fatto sull’altare dell’arte e del bello artistico.
 
Itinerari dell’inverno da fiaba.
L’Albergo di Ghiaccio, Lago Balea, nei  Monti Fagaras-Arges.

La valle del fiume di Arges, culla della leggenda e della storia remota dai piè dei Carpazi Meridionali, è ugualmente, una delle zone più pittoresche della Romania, di una bellezza particolare, dalle fertili pianure al Sud, fino alle cime maestuose dei Monti Fagaras.
Qui, in un Circo Glaciale, cioé in quella depressione trovatasi, generalmente, nelle regioni alte delle montagne, formata tramite l’erosione o da un ghiacciaio, si trova il Lago Balea, che si stende su una superficie di 4,6 ha, ad un’altezza di 2034 m. Sulla riva del lago, si trova la più bella capanna semilacustre, dove si riparano i turisti e gli sportivi, essendo uno dei più importanti centri degli sports di altezza dei Carpazi romeni.
Situata nel cuore del massiccio Fagaras, il più grandioso complesso montuoso dei Monti Carpazi, la zona Balea Lago fa parte della reservazione naturale con lo stesso nome.
Si stende su una superficie di 180 ha ed ha un tipico rilievo glaciale con terrazze e una valle in forma della "U", dominato da cime profondamente merlate.
Il paesaggio è di una bellezza austera, unica ed impressionante, tanto d’estate, ma soprattutto nella bianca stagione. Allora, si ha la sensazione che si sia spostato qui l’affascinante mondo del Nord agghiacciato, con i manti alti di neve, brillante, che sembrano sciogliersi nella schiuma delle nuvole.
 
In questo paesaggio invernale da fiaba, si alza l’unico albergo di ghiaccio dell’Europa di Sud-Est, finalizzato sempre alla vigilia delle grandi feste, quando i turisti, dal Paese e dall’estero, cominciano ad arrivare.
L’Albergo di ghiaccio è stato costruito per la prima volta tre anni fa ed ha acquistato una benmeritata fama. Anche se, spesse volte, con ritardo a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, sempre si fa costruire accanto all’albergo anche la Chiesa di ghiaccio, inaugurata, di solito, alla vigilia della Befana.
La chiesa di ghiaccio da Balea Lac ha un carattere ecumenico ed è aperta gratuitamente a tutti i visitatori, indifferentemente dalla religione e, forse anche per questo, alcuni giovani preferiscono  che il loro matrimonio religioso si svolga  in questo posto particolare, da tutti i punti di vista.
La superficie totale della costruzione dell’hotel è di circa 650  metri quadrati ed ha dieci camere doppie, un Ice Bar, un Ice Ristorante e una piazzale con una mostra di statue in ghiaccio.
Ciascuna stanza ha il nome di un filosofo romeno o straniero e viene esposta in ciascuna una loro presentazione.
In occasione delle feste invernali, l’antipasto e il dessert vengono serviti su piatti di ghiaccio.
Quest’anno, la costruzione del’hotel è stata realizzata in dieci giorni.
 
I turisti sono affascinati dall’ Ice Hotel, e molti di loro pensano per la prima volta di trascorrere qui una notte fresca.
Se l’anno scorso il tema del progetto „Ice Hotel” è stato „Classic”, quest’anno lo slogan è: Ice Hotel Cold Think- „Pensa al freddo”.
I primi turisti ospitati dall’Albergo di ghiaccio sono 20 inglesi che trascorreranno qui il Capodanno.
Da sottolineare, ugualmente, che questa zona turistica si trova sulla sinuosa e stupenda strada Transfagarasan che attraversando i Carpazi sulle più alte parti, fa il legame tra due storiche regioni romene:la Valacchia e la Transilvania (ciò che significa appunto al di là dei boschi delle montagne= trans-sliva-,ae)
Anche se, alla fine della stagione invernale i raggi del sole cominciano a sciogliere questa meraviglia dell’uomo e della natura, nulla lo impedisce di far ricostruire ogni inverno questa vera scultura in neve e in ghiaccio, dalla riva del Lago Balea: l’Algergo e la Chiesa di ghiaccio, una fierezza turistica ed artistica della regione di Arges.
Marilena Rodica Chireţu
A spasso col pensiero per il parco Trivale
A spasso col pensiero per il parco Trivale. Raggi dispersi di un timido tempo primaverile riscaldavano, finalmente, la terra della mia anima nutrita dall’odore delle umide foglie secche. La foresta - parco della città, il polmone che respira la freschezza di ogni stagione, gremiva di gente. Era domenica e me ne andai a spasso nella compagnia del mio pensiero, il più fedele ed il più comprensivo amico.
Sono entrata nell’oscuro delle corolle rallegrate dal canto degli uccellini e dal salto allegro degli scoiattoli e mi sembrò di vedere il tempo rotolando davanti ai miei occhi, attraversando la lunga strada che portava nel cuore del parco. "Ti ricordi quest’edificio dei bambini?" - mi disse il pensiero. "Questo è il posto dove hai lavorato per tanti anni, è quella casa che tu chiamavi “La foresta delle luci "!
Come non ricordarmelo?! Era stato il mio riparo nei tempi della dittatura quando insegnavo ai miei ragazzi quant’è bella la vita libera! Avevo trascorso tante volte il bosco insieme a loro, avevamo cantato e recitato canzoni e poesie in lingue straniere che mai parlavamo o le sentivamo dal vivo! Adesso, andavo a spasso tra i ricordi e gli alberi maestosi che sembravano abbracciarmi, avvolgendomi nelle ombre e nelle luci del sole che penetrava tra le foglie tenere della primavera.
Stavo sprofondando in un abisso di ricordi quando mi svegliò il profumo di un piccolo mazzo di viole e di bucaneve. L’avevo raccolto senza rendermene conto, abituata a farlo ogni primavera. "Anche tu sei stata come questo bucaneve - mi disse di nuovo il pensiero - ingenua, semplice, con un discreto odore di fiore selvaggio!".
Era vero, un manto caldo di neve fredda ma pura, mi aveva protetta sempre dal buio della terra d’inverno, fin quando, bruscamente, un sole caldo ha fatto spuntare il prato verde della mia vita, intrecciando due trecce di raggi ed ombre nell’oscuro di un bosco.
I passi erano arrivati nel centro del parco “Trivale” che apriva, generosamente, uno spazio libero alla gioia e al gioco dei bambini, tra le aiuole dei fiori appena piantati, i fiori del pensiero, i più resistenti al fresco primaverile. "Vedi, pensiero - dissi - io sono come questa altalena, oscillo sempre tra l’azzurro del cielo ed il nero della terra! Con la punta dei piedi m’illudo di toccare l’infinito per sentire poi, quanto sono vicina alla bassezza della vita!".
La natura accese la mia fantasia e mi sedetti su una panchina a riposare domandando il pensiero: ”Cosa faccio se la mia anima è rimasta bambina in un bosco vecchio? Come mai potrei vivere?” Ed esso mi rispose: “Ritorniamo alla realtà, adesso siamo stanchi, domani sarà un altro giorno soleggiato di primavera e ci penseremo insieme!”
Ero stanca, stanca di lottare con raggi ed ombre che abbagliano! "Forse ho vissuto troppo tra le ombre della vita, fin quando io stessa sono diventata un bosco che sta vivendo nel fremito degli alberi, nel canto degli uccelli, nel gioco degli scoiattoli, tra sfumature fosche ingannevoli" - gli dissi di nuovo.
Serpeggiando tra tanti sentieri e pensieri avevo perso qualche fiore del mio piccolo mazzo e mi rattristai. "Non essere triste - disse il pensiero, andiamo a casa e scriverai per essi una bella poesia, così diventeranno immortali sulla tua carta!".
Aveva ragione, la poesia della primavera! Cosa avrebbe potuto essere più bello di una poesia sui fiori della più bella stagione?! Ma l’odore dei fiori, come potrei mai inserirlo tra le mie parole, tra i versi, tra le righe!? Come potrei conservare e rendere immortale anche il profumo della vita?! Chi sa, se il bosco potrà comprendere, davvero, questa fragranza particolare, nonostante il suo nome di parco "delle tre valli"!
Ho raccolto il profumo dei petali e delle foglie umide di rugiada nella scatola delle nostalgie, decisa di affrontare la malinconia di ciascuna stagione in parte, nella loro corsa verso i colori sfumati della natura e della vita. Presto....

... "Arriverà l’autunno
per assaggiare il vino
della botte
dei ricordi.

Ebbra di bello,
mi avvolgerò il corpo
e la mente
e l’anima
nel manto bianco
della neve."
Marilena Rodica Chiretu- 2006
 
 
 
 
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Manastirea Aninoasa-Monastero Aninoasa(Arges)Romania