Il compito di essere madre
 
Un nuovo anno scolastico sta per finire, una nuova lunga vacanza estiva sta per arrivare! Vivo, da sempre, tra le fragranze della vita che inebbriano, piacevolmente, la fine e l’ inizio, i ricordi e le speranze.Mi avvolgono gli odori del maggio e del giugno, dei fiori del castagno, leggeremente sfioriti, e quelli dei tigli che fioriranno prima delle vacanze. Ho dimenticato le acace, anche i suoi grappoli dolci e profumati mi piacciono! La gente sembra di ignorare la bellezza selvaggia e modesta di questi alberi, ma a me piacciono ugualmente! La mia esistenza è segnata dalla bellezza delle piante, delle stagioni e dei bambini, i più bei fiori della tenera stagione della vita!
Così stavo pensando, mentre camminavo, a piedi, sulla stessa strada, verso lo stesso posto di lavoro, di ogni giorno, la scuola. All’ ingresso, mi accolsero, come sempre, i suoni degli stumenti musicali, esercitando nelle mani tenere dei bambini, forse un nuovo pezzo. Tra i muri freddi dell’ edificio, si dipinge, in colori e in speranze, l’ universo dell’ infanzia e dell’ adolescenza che riscalda tutto. Risonarono i passi dei più birichini ragazzi correndo allegri verso il sole del cortile e mi svegliai dai miei pensieri.
Avrei dovuto decidere i compiti sullo stesso tema di questo periodo, per alcuni piacevole, per gli altri noioso o imbarazzante: ”Come pensate di trascorrere le vacanze d’ estate? ”Mi venne nella mente una vicenda dell’ anno scorso e stetti un po’ in pensiero, come i fiori degli alberi nei loro profumati piccoli o grandi grappoli.
Ioana, una ragazzina carina di 11 anni, non aveva la mamma accanto a lei, era partita a lavorare all’ estero, cinque anni fa, quando era ancora piccola. Sognava, anche lei, una vita diversa, più ricca e divertente e, un giorno, se ne andò a cercarla altrove. Nell’ ultimo tempo, la bambina la vedeva sempre più raramente...e quasi mai quando avrebbe avuto bisogno...Quest’ estate avrebbe dovuto andarsene da lei per trascorrere le vacanze, ma non se ne andrà neanche quest’ anno, come farò io a dare a tutti quanti il solito compito: “Come trascorrerete le vacanze d’ estate?”
Neanche il padre, rimasto in Paese, lo vedeva troppo spesso; era molto impegnato con i suoi affari e non aveva mai tempo per lei.La bambina viveva con la nonna che faceva il suo meglio per starle vicino, ma una famiglia unita le mancava tanto ed era per questo che aveva, talvolta, un comportamento strano e riservato nei confronti dei suoi colleghi.
La nonna l’ aspettava quasi sempre sul corridoio della scuola fino alla fine dei corsi. Un giorno, domandai curiosa alla bambina perché la nonna l’ aspettarla vicino alla porta della classe, non capivo il perché, pensando solo che la proteggesse dai ragazzi maggiori delle classi liceali. La ragazzina evitava evitava il mio sguardo, non mi rispose aperatamente, mi disse soltanto: “E’ meglio così!” Il vero motivo non lo seppi mai.
Mi ricordo anche la prima lezione dell’ anno scorso quando chiesi ai bambini di scrivere una lettera ad una persona cara. Ioana si alzò e mi disse che pensava di scrivere a sua madre perché c’ era lontano e non la vide da tanto tempo. La manina scorreva sul foglio del quaderno, tremolando quando sfogliava le pagine del dizionario.
“Non avrei dovuto farli scrivere questa lettera!”, mi dissi. Si vedeva che Ioana si trovava in imbarazzo e due lacrime le caddero sul dolce viso che mi commossero profondamente. “Non ho scelto bene il compito, ma che compito libero scegliere per tanti ragazzi e tanti destini?!” Nella loro piccola anima si nascondono sofferenze che non sempre possiamo scoprire!
Il campanello mi salvò dal mio tormento interiore. Mentre stavo per uscire dalla classe, Ioana si avvicinò, mi accarezzò dolcemente e poi mi baciò. Io rimasi di stucco, lei non disse nulla, io sapevo che non aveva avuto il tempo per affezionarsi a me e ho capito che aveva nostalgia di sua madre e vedeva in me la madre che mancava da tanti anni nella sua piccola vita, lasciata nella cura di una nonna vecchia e troppo stanca per poter sostituirla, davvero. Una madre partita lontano aveva dimenticato fare almeno il compito di vacanza, quello di essere una vera madre.
Poco prima della fine dell’ anno scolastico, Ioana si trasferì ad un’ altra scuola, nella speranza che nessuno, almeno per un tempo, non la domanderà più dove sarà sua madre e, soprattutto io, la sua professoressa di lingua italiana.Alla scuola dove si trasferì in fretta, l’ Italiano non si studiava ed io rimpiansi la sua partenza, era una bambina molto brava e sembrava molto interessata allo studio della lingua italiana!
Calpesto pensierosa sui petali dei fiori di castagno e mi domando come fare a non ferire mai i dolori o le nostalgie dei bambini!? Per me, questo è, ogni anno, il mio più difficile “compito”...quello di scegliere il compito giusto per tutti i ragazzi, tra i numerosi temi liberi da svolgere.
Forse, neanche i pensieri possano godere sempre l’ assoluta libertà!
Mi dico che anche loro sono, talvolta, come questi petali fragili, calpestati dai piedi, quando il soffio della vita li disperde su smarrite strade...
Marilena Rodica Chiretu
Maggio 2005